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Testo lineare ed ipertesto |
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La più evidente differenza fra un testo a stampa ed un ipertesto consiste nel carattere non sequenziale del secondo, anche se, a rigori, anche un normale testo può essere fruito dal lettore in modo non sequenziale (sfogliando a caso le pagine o utilizzando l'indice analitico).
Il vantaggio dell'ipertesto è quello di essere strutturato secondo mappe cognitive e di poter inglobare (e rendere direttamente fruibili) file multimediali diventando esso stesso un "IPERMEDIA".
La struttura dell'ipertesto stesso, inoltre, permette una fruizione "circolare" e di norma non sequenziale, una struttura che, in funzione della programmazione, può essere estremamente complessa, personalizzabile e quindi adeguata al fruitore.
L'IPERTESTO, nel senso fin qui esaminato, costituirebbe un sottoinsieme degli IPERMEDIA, cioè di quegli oggetti software che permettono di creare collegamenti fra informazioni appartenenti a media diversi (testi, immagini, suoni...).
In particolare l'ipertesto dovrebbe essere limitato solo al TESTO SCRITTO, quando in realtà un ipertesto che contenga solo dei testi non risulta molto efficace da un punto di vista prettamente didattico questo perché l'utente vive in un mondo in cui i mass media possono costituire, purtroppo, un potente mezzo di acculturazione.
L'ipermedia strutturato in base a relazioni tra le singole componenti mediali potrebbe agevolmente simulare un giornale, un film, un libro ma la struttura dell'ipermedia, consapevolmente costruita secondo specifiche esigenze didattiche, potrebbe essere maggiormente originale e formativa. In particolare si tratta di strutturare l'ipertesto in GRADI, in base alle relazioni tra le componenti mediali:
GRADO 1: dal testo è possibile accedere ad immagini, suoni e video MA NON VICEVERSA. Siamo dinanzi ad un ipertesto con illustrazioni (quasi tutti gli ipertesti in circolazione appartengono a questa categoria).GRADO 2: come il grado 1 ma con possibilità di partire da un media qualsiasi per tornare al testo o ad un altro media.
Il collegamento fra il testo e le componenti mediali si dice NODO e tale nodo va espresso in genere mediante un simbolo rappresentativo. "Un ipermedia allora non collega informazioni appartenenti a media diversi, ma descrive i suoi nodi mediante media diversi. Per esempio, il nodo -Presentazione di Virgilio a Dante- può essere descritto con le parole di Inf. 1,67 -Non omo, omo già fui-, con una nota critica di Sapegno, con un'incisione di Doré, con una registrazione audio di Albertazzi... in altre parole ogni nodo può avere un corredo multimediale; ma sono i nodi ad essere collegati fra loro" ("Storia di un ipertesto" ed. LA NUOVA ITALIA,pag.77-78).
L'ipertesto (o più propriamente "ipermedia") è una vera e propria forma di linguaggio con una grammatica specifica che deve essere imparata ed esplicitata nel momento in cui l'opera multimediale va progettata e realizzata, pena la mancata comunicazione.
a nuvola (si tratta di nodi non connessi, ma attivabili da una stessa pagina).a coppia (due nodi collegati strettamente fra loro) a linea (più nodi connessi direttamente)ad anello (struttura ciclica) ad albero (legami tipo "albero genealogico": da A discende B...)a stella (un importante nodo centrale viene collegato ad altri nodi meno importanti) a ragnatela (struttura estremamente flessibile)