La
postilla
amiatina
![]() |
Dopo i placiti cassinesi per un intero secolo non appaiono testi in volgare. Soltanto negli ultimi decenni del secolo XI abbiamo due carte sarde e tre testi nell'Italia centrale. Una di essi è una postilla scritta dal notaio Rainerio, in cui un certo Micciarello e sua moglie Gualdrada facevano dono di tutti i loro beni all'abbazia di San Salvatore sul monte Amiata. ____________________________________ Ista cartula est de caput coctu ille adiuvent de illu robottu qui mal consiliu in corpu ____________________________________
Interpretazione Questa carta è di Capocotto (soprannome dato a Micciarello che probabilmente significa "testa dura") e gli dia aiuto contro il maligno che un mal consiglio gli mise in corpo. |