"Frate Cipolla"

 

 

RIASSUNTO

La novella di Frate Cipolla conclude la giornata che celebra il trionfo della battuta di spirito. Frate Cipolla vuole rimediare abbondanti elemosine e approfitta della buona gente che lo sta a sentire. Mostrerà al popolo una penna dell’arcangelo Gabriele. Due suoi compagni però escogitano una beffa a sue spese.

Frate Cipolla si reca come ogni anno a Certaldo a raccogliere le elemosine. Era di corporatura piccola, con i capelli rossi, il viso lieto, "il miglior brigante del mondo", ottimo parlatore. Al popolo radunato nella chiesa la domenica mattina promette il bacio della croce e la visione di una incredibile reliquia recata dalle terre d’oltremare: una penna dell’arcangelo Gabriele che perdette a Nazaret durante l’Annunciazione a Maria.

Due giovani molto astuti: Giovanni del Bragoniera e Biagio Pizzini, dopo aver molto riso fra sé per la reliquia di frate Cipolla, pensano di fargli una beffa: avendo saputo che frate Cipolla la mattina desinava al castello, ne approfittano per sottrarre la penna al frate. Biagio, secondo il piano architettato, deve tenere impegnato il fante del frate: Guccio Balena, molto sciocco e convinto di essere bellissimo (con la sua barba unta e nera), quindi molto attratto dalle donne. Frate Cipolla aveva incaricato il servo di sorvegliare le sue cose sacre ma Guccio ha visto una serva in cucina (in verità alquanto brutta e sporca): Nuta e le fa la corte fingendosi un ricco procuratore. I due giovani senza problemi giungono nella camera del frate, trovano la penna nella bisaccia, racchiusa in una cassettina. La penna era di un pappagallo; la prendono ed al suo posto pongono dei carboni.

Gli uomini semplici entrano nella chiesa dopo l’ora nona; il frate tiene la sua predica lodando l’arcangelo Gabriele. Apre la cassetta ma non trova la penna, così improvvisa alzando le mani al cielo: "O Iddio, lodata sia sempre la tua potenzia!". Richiude la cassetta e spiega al popolo un suo immaginario viaggio in paesi immaginari alla ricerca dei "privilegi del Porcellana". Arrivato a Gerusalemme racconta di aver visto migliaia di reliquie: il dito dello Spirito Santo, il ciuffetto del Serafino che apparve a Francesco, delle unghie dei Cherubini… quindi la penna dell’angelo Gabriele e uno degli zoccoli di san Gherardo da Villamagna che ha donato a Gherardo di Bonsi (che per quel santo ha grandissima devozione) e che ha ricambiato il dono con i carboni sui quali fu arrostito S. Lorenzo. Uno scambio di cassette (identiche) ha portato ora alla esposizione di una reliquia così importante ma questo scambio sicuramente è la volontà di Dio, quindi i fedeli sono invitati a farsi disegnare una croce sui camicioni bianchi, sui farsetti, sui veli delle donne li avrebbero protetti dal fuoco.

Neanche a dirlo, le offerte sono maggiori degli altri anni. Un ultimo miracolo: i carboni non diminuivano anche se moltissimi erano coloro che erano stati "crociati".

I due giovani che volevano schernire il frate restarono scherniti e gli restituirono la penna che, l’anno dopo, gli valse altrettante elemosine.

 

PERSONAGGI

Pochi i personaggi della novella realmente caratterizzati:

 

DIMENSIONE SPAZIO-TEMPO

Tutta la narrazione, si svolge a Certaldo e in un giorno solo. Inizia dalla messa mattutina e termina con la cerimonia religiosa dopo l’ora nona.

 

GIUDIZIO

La novella è carica di tanta comicità; a me sono piaciute particolarmente, le descrizioni dei personaggi principali e l’indagine delle motivazioni per cui tali personaggi agiscono.

Una novella da rileggere con calma cercando sempre nuovi particolari divertenti che, ad una prima lettura possono sfuggire.

La conoscevo già, quindi parte della sorpresa finale è venuta meno, ma rileggerla è stata una esperienza molto divertente.

Torna