GIOVANNI BOCCACCIO

 

Nacque a Parigi nel 1313 da un mercante di Certaldo (Firenze) e da una gentildonna francese.

Il padre, tornato in Italia, volle avviarlo alla mercatura, ma egli non seppe rinunciare alla propria inclinazione agli studi e alla poesia.

Visse a Napoli dal 1323 al l340, bene accetto alla Corte angioina per il suo carattere lieto e la sua genialità, ed amò Maria d'Aquino, figlia illegittima del re Roberto, che divenne sua ispiratrice.

Ritornato a Firenze, si dedicò con passione agli studi e ad opere di vario genere; scoppiata la peste del l348, cominciò a comporre il "Decamerone" il suo capolavoro. È del 1350 la grande amicizia del Boccaccio con Francesco Petrarca.

Intorno al 1362 ebbe una crisi religiosa che lo spinse ad indossare il saio; s'occupò di teologia, e per poco non diede alle fiamme tutte le sue opere.

L'ultimo periodo della vita del B. fu tristissimo, anche per le penose condizioni economiche nelle quali era caduto.

Morì a Certaldo nel 1375 .

Alcune opere celebri in latino e volgare (oltre al Decamerone): De casis virorum illustrium; De montibus, sylvis, lacubus, fluminibus, etc. (dizionario di geografia antica per illustrazione dei classici); Bucolicum carmen; Filòcolo (romanzo cavalleresco e classico insieme); Fiammetta (romanzo psicologico); L'amorosa visione (poema allegorico); Rime (sonetti, canzoni, ballate, d'argomento quasi esclusivamente amoroso); La Teseida e Filostrato (poemi di carattere romanzesco); Ninfale fiesolano (poema pastorale); un Commento ai primi 17 canti dell'Inferno e una biografia dell'Alighieri, intitolata Trattatello in laude di Dante.

 

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