IL VIVER E' ATTESA

E' attesa trepidante

il vagir in vuota culla

e desio vien al core

che giovial sia l'andare

a chi, debol ed in pianto,

del dì primo vedrà luce.

Ritornello.

SIA L'ATTESA OGNOR GRADITA

VENGA SPEME OGNOR RADIOSA

SIAN LE ROSE SENZA SPINE

E SORRIDA OGNOR LA VITA.

Ne la notte pien di stelle

l'animal, stanco, posa;

in attesa de l'aurora

tempra forze per oprare

in dì ch'a fruir avrà.

RIT.

All'oprare del dì nuovo,

grato vien, morir di rosa

ché reddita, il mandriano

a trovare buon ristoro

con famiglia cara attende.

RIT.

Vengon grate l'ombre a sera

che ristoran membra lasse

e desco, frugal vede

la unita famigliola

a gustare caldo pasto

che la madre preparò.

RIT.

Vien il verno con le brume

e s'attende Primavera

ammantata di colori;

verde avranno e fiori i prati

e sorrisi le convalli;

canteranno i bei ruscelli;

musicar s'udrà il bosco;

armonia al cor sarà.

RIT.

Vien gadita sì l'estate

che a' campi biade dà,

ai vigneti solatii

uve d'oro e di rubino

ed al core vien la speme

di raccolti doviziosi.

RIT.

Quando viene dì oscuro

in seren bene si spera.

RIT.

Gioventù corre in canizia

vecchierel in guiderdone.

RIT.

Se s'aspetta il tramvai

fate cor:

NON PASSA MAI (1)

(1) L'autore termina in allegria per lenire la tristezza degli ultimi due versi.

Ellido Farina - Scritta a fine estate 1998