La Storia del nostro Comune

 

     

Il Comune ha origini antiche: si ritiene che sia sorto intorno dopo il 589, anno della distruzione di Fabrateria Nova, colonia romana che sorgeva in località Civita. Secondo la tradizione, una certa Truzia Romana incendiò la città ma, verosimilmente, nel tardo impero, il centro aveva subito un notevole spopolamento dovuto alle invasioni germaniche ed all'abbandono e conseguente distruzione  dei due ponti sul fiume Liri che, di fatto, resero impraticabile la Via Latina.

San Giovanni Incarico fu fondato come castello dal longobardo Atenolfo II Megalù intorno al 949. In seguito, dopo la conquista normanna, intorno al 1066, divenne dominio feudale del Conte Giovanni Scinto che fu il primo ad esercitare autonomamente la signoria su San Giovanni Incarico. Era figlio del conte Landolfo e della contessa Gemma, forse uno dei Conti d'Aquino.

Nella prima metà del XII sec. fu coinvolto in varie lotte che contrapponevano il potere spirituale a quello temporale e la Chiesa di Roma all'antipapa Anacleto II. Sotto il dominio normanno, San Giovanni Incarico fu feudo di Rinaldo Buccavitello, subfeudatario del Conte di Fondi Riccardo II.

Rinaldo, secondo il Cayro, doveva essere un cavaliere normanno o aquinate. Alla morte di Guglielmo II detto "Il Buono", il Comune cadde nell'anarchia per il oltre un decennio. Trovandosi proprio sul confine con lo Stato della Chiesa, passò anche sotto il Papato. Nell'ambito di tali vicende le truppe pontificie occuparono Isoletta. Grazie a Federico II di Svevia, i territori sangiovannesi tornarono ai Normanni. Nel marzo 1239 Gregorio IX scomunicò Federico II che mosse contro Roma concentrando le truppe proprio nei pressi di San Giovanni Incarico.

Nel periodo angioino il Comune fu sottoposto a numerosi passaggi di proprietà finchè perdette la propria autonomia e dipendette da Roccaguglielma.

L'8 aprile 1492 morì Lorenzo De' Medici e con lui venne meno il periodo di relativa pace fra gli Stati italiani. Carlo VIII aspirava a conquistare il Regno di Napoli, ora sotto Ferdinando II di Aragona. il 22 febbraio 1495 Carlo VIII entrò a Napoli. Fra i baroni a lui favorevoli ricordiamo Fabrizio Spinello, che controllava anche il territorio di San Giovanni Incarico. In seguito, Carlo VIII dovette lasciare Napoli dopo che gli Stati Italiani si erano riuniti in lega anche con la Spagna.

Il Regno di Napoli passa sotto il dominio di Ferdinando II il Cattolico; il Ducato di Sora, controllato da Francesco Maria della Rovere (del quale faceva parte anche San Giovanni Incarico) fu concesso allo spagnolo Guglielmo de Groy fino al 21 settembre 1519 quando i territori, vista la grande importanza strategica, passarono al demanio. 

I coniugi Ottavio Farnese e Margherita d'Austria, vedova di Alessandro de' Medici, ebbero il controllo delle baronie di San Giovanni Incarico e Roccagluglielma. La signoria dei Farnese fu l'ultima di San Giovanni Incarico, la più lunga. Con l'avvento dei Borboni a Napoli questi feudi passarono nei loro beni privati. Con l'Unità d'Italia il Comune fu inserito nel tessuto connettivo italiano. 

 


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