Flora e fauna

La flora e la fauna del lago è molto varia.

A seconda della profondità abbiamo:

1) la zona litoranea, caratterizzata da acque molto basse, la luce arriva fino al fondo e la fotosintesi clorofilliana è molto intensa. E' una zona molto abitata: alghe, canne, piante galleggianti ,insetti, chiocciole, anfibi, rettili e molti pesci (onnipresenti carpe, i diffidenti cavedani ) ecc.

2) La zona di acque aperte, al largo; la luce penetra fino al fondo e c'è ancora vegetazione (ricordiamo che il lago è profondo al massimo qualche decina di metri). E' presente molta flora microbica, plancton, e molti pesci: carpe (Cyprinius carpio), l'onnipresente persico-trota (Micropteris salmoides), qualche luccio(Esox lucius), detto il pescecane d'acqua dolce), la tinca (Tinca tinca), ecc.

3)La zona profonda, (nel lago la profondità è modesta e solo a nord) dove c'è molta melma; qui vivono i necrofori e i bioriduttori.

Sulle rive del lago e soprattutto nell'isoletta centrale trovano l'habitat ideale molti uccelli. Sono stati osservati e fotografati il germano reale, il beccaccino, la garzetta, il cavaliere d'Italia, le marzaiole, la moretta tabaccata, l'airone rosso, i tuffetti, il tarabusino, la sgarza ciuffetto, l'airone cinerino, la folaga, il falco di palude, il martin pescatore e molti altri.
Tutte queste forme viventi sono collegate, in modo più o meno palese, in una catena alimentare che comincia con il fitoplancton e termina con i predatori.

Per quanto riguarda la fauna ittica del lago bisogna distinguere tra le specie indigene e quelle importate. Queste immissioni si sono effettuate sia per scopi commerciali sia per motivi "terapeutici" allorquando furono introdotte - prima dell'avvento degli insetticidi - delle specie per combattere le larve della zanzara anofele, portatrice di malaria. Queste specie introdotte, a volte, hanno alterato la catena alimentare causando più danni che rimedi. Basti pensare alle conseguenze dell'introduzione, fra le due guerre, dal nord America, del pesce gatto (Ameirus nebulosus) che, data la grande virilità, si è riprodotto in grande quantità e si è nutrito delle larve di zanzara (scopo per cui era stato introdotto)ma è anche divoratore di altri pesci tanto che il luccio (Esox lucius), il pescecane di acqua dolce, scappa quando se lo trova di fronte!

A scopi commerciali (soprattutto per incrementare la fauna ittica)nel nostro lago è stato introdotto il persico-trota (Micropteris salmoides) dall'America del nord.

Per motivi folcloristici, agli inizi del secolo, è stato importato dall'America del nord il persico-sole (Eupomons gibbosus) dalla splendida livrea. Neanche questa è stata una scelta felice perché il "gobbo" non è commestibile a causa, anche, delle molte lische ed è nocivo poiché predatore di uova e avannotti.

Anche la carpa (Cyprinus carpio), la regina del lago, è stata introdotta dall'Asia prima nelle risaie e poi in quasi tutte le acque interne. Le carni di questo pesce non sono molto saporite tanto che qualcuno ha suggerito di premettere una "s" al nome carpa.

Per quanto riguarda la flora sulle rive del lago vegetano quasi tutte le piante del clima mediterraneo.

Tra le crittogame troviamo oltre alle alghe, i muschi, le felci, e gli equiseti. Tra le fanerogame, troviamo la tifa (Tipha latifolia), detta mazzasorda, le canne (Canna indica) e cannucce (Phragmites communis), il pino (Pinus pinea), il ginepro (Juniperus communis) e le acacie (Robinia pseudoacacia).Ma la regina del lago, alta e secolare, e' la quercia (Quercus robur), spesso con le sue caratteristiche galle; purtroppo molte furono tagliate per ricavarne traversine quando fu costruita la linea ferroviaria Roma-Napoli che costeggia il lago.

E' presente anche il pioppo (Populus alba), il salice (Salix triandra e viminalis) e l'olmo(Ulmus campestris), (ormai ridotto a pochi esemplari causa una gravissima malattia, la grafiosi, dovuta ad un fungo Ophiostoma ulmi).Altre piante caratteristiche che circondano il lago sono: l'agrifoglio (Ilex aquifolium), l'alloro (Laurus nobilis), l'amareno (Prunus cerasus), il biancospino (Crataecus oxyacantha), il cipresso (Cupressus semper virens), l'edera (Hedera helix), il fico d'India (Opunthia ficus-indica), l'ippocastano (Aesculus hyppocastanum), il noce (Iuglans regia), l'oleandro (Nerium oleander), il rosmarino (Rosmarinus officinalis), il rovo (Rubus fruticosus), il sambuco (Sambucus nigra), il tiglio (Tilia europea).


Lavoro realizzato dagli alunni:

Arduini Alessandro

Brait Luigi

Cocuzzoli Valentina

Costa Michele

Gabrieli Domenico

Merolli Angela

Pesce Laura

Sbardella Romina

Insegnante Gurgone Eleuterio