La cartiera
| È stata costruita dal dottor Primo Rescigni nell'anno 1954 per produrre carta paglia per ondulatori. Venivano raccolte balle di paglia da gran parte dell'Italia Meridionale e Centrale. La paglia veniva inizialmente messa nei bollitori (grossi sfere di acciaio e carbonio chiuse da un coperchio) dove veniva mandato del vapore per farla cuocere. Una volta cotta passava nelle molazze di pietre "consistenti in due grosse ruote di pietra" che riducevano la paglia (cotta) in poltiglia acquosa detta "pesto". Questa poltiglia veniva rimessa nei grasse vasche provviste di grosse ruote con secchi che mentre giravano, la prendevano e la buttavano in un canale di cemento dove scorreva dell'acqua e successivamente si gettava in una macchina chiamata "olandese" che la raffinava a pasta. Successivamente andava in un altro vascone dove veniva miscelata. Delle pompe immettevano questa miscela su una tela di rame cominciando ad asciugare. Passava poi sotto delle presse a rullo per far diventare la pasta sempre più compatta ed infine nei cilindri essiccatori quindi arrotolata a formare bobine larghe 2m. Dopo alcuni anni la cartiera fu rilevata da:
1-da un gruppo americano con la denominazione di Cartiera Europa Carton; 2-dal dottor Mortarotti con la denominazione di Cartiera di Isoletta; 3-dalla Cartopiave Spa di Treviso che produceva scatole di cartone; 4-Carto Sud Spa. Durante tutti questi anni per la produzione è stata sempre utilizzata la paglia con l'aggiunta di carta da macero. La paglia veniva cotta con calce e soda; l'acqua utilizzata proveniva dal fiume Liri e dal Rio la Zoppa. Fino all'anno 1965 la parte eccedente di acqua della cartiera veniva scaricata nel fiume Liri. Successivamente con l'intervento della nuova legge Merli non fu più possibile scaricare le acque "tal quale" di esubero e per tanto fu costruito un impianto di depurazione che permetteva lo scarico delle acque di esubero nei parametri consentiti dalla legge delle fasi successive della legge imponeva sempre più restrizioni ai parametri ammessi fino al punto che la cartiera si è vista costretta a modificare i propri impianti di scarico e quindi ad adottare il metodo del "circuito chiuso" ossia il riutilizzo totale delle acque di lavorazione. Senza alcuno scarico attingendo dal fiume solo le acque di reintegro. Dall'anno 1973 si iniziarono ad effettuare delle modifiche sia ai macchinari che al tipo di produzione; da carta da paglia si cominciò a produrre carta da legno. Il personale impiegato era di 60 unità tra operai e impiegati. Il legno utilizzato era il pioppo e l'eucaliptus. I tronchi venivano ridotti a lamelle di 3 cm che ulteriormente sminuzzate venivano portati ai bollitori. Qui venivano cotti con acqua, bisolfito e ammoniaca. Dopo la cottura il tutto veniva portato in un vascone dove veniva aggiunto il 15% di carta da macero ridotta in poltiglia. Dopo la raffinazione la pasta di legno andava in fabbricazione. I cilindri essiccatori riducevano l'umidità fino al 92-93%. Il rotolo veniva poi passato in una macchina (ribobinatrice) dove veniva tagliata alle misure richieste. Nel 1983, in seguito ad una gravissima crisi nel settore cartario, gli operai e gli impiegati furono tutti licenziati e la CARTOSUD fu messa in liquidazione. Rilevata da altri proprietari prese il nome di SIGICART. La situazione societaria non migliorò molto e nel 1992 si interruppe definitivamente l'attività.
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Lavoro realizzato dagli alunni:
Calcagni Irene
Di Folco Valentino
Gemma Valentina
Giannicchi Giovanni
Sera Eleonora
Sorge Bruno
Insegnante Di Pede Assunta