INQUINAMENTO DELLE ACQUE del LIRI
I prelievi di acqua
Siamo il paese che preleva la più alta quantità d’acqua procapite di tutta la Comunità europea: 980 metricubi per abitante per anno, contro una media europea di 600. Siamo al primo posto anche dal punto di vista della quantità di prelievi per usi domestici, e solo al secondo come rapporto tra acqua prelevata e disponibilità della risorsa. Le risorse di acqua superficiale disponibili sono valutate in circa 52 Kmcubi all'anno, e di queste se ne prelevano circa 40 Kmcubi (IRSA), di cui circa un quinto per usi civili, altrettanti per usi industriali, la metà per usi irrigui e l’11 per cento per produrre energia elettrica. L’Italia del nord consuma da sola il 70 per cento dell’acqua e l’agricoltura è sicuramente il settore che ne fa un uso maggiore. Un dato, quest'ultimo, che vale per tutte le regioni.
L’acqua per usi civili proviene in gran parte dalle risorse sotterranee, ovvero falde e sorgenti. Al sud, e soprattutto in Sicilia e Sardegna, l’approvvigionamento idrico per usi civili proviene dagli invasi superficiali da cui deriva il 15-25 per cento dell’acqua erogata. In Sardegna, Sicilia, Calabria e Basilicata si concentra circa il 40 per cento della capacità di invaso artificiale italiana, costituita da 60 serbatoi, 1.800 schemi di derivazione e 30mila chilometri di condotte. Sono inoltre in corso di realizzazione serbatoi per circa due kmcubi di acqua, ma ciò nonostante oltre metà della popolazione non ha a disposizione una quantità di acqua sufficiente per almeno un trimestre all’anno.
L’inquinamento delle acque dei fiumi, causato dall’immissione di sostanze che ne alterano la qualità compromettendone gli abituali usi, dipende normalmente da tre fattori:
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"CIVILI" (??) |
INDUSTRIALI |
AGRICOLI |
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Per quanto riguarda il Liri, le acque sono state studiate dagli alunni dell’IPIA “G.Nicolucci” di Isola del Liri nell’a.s. 2002/2003.
Da questi studi e dalla osservazione della tabella relativa all’indagine chimico-fisica risulta che la temperatura varia da un minimo di 5 °C (Febbraio 03, mese più freddo) ad un massimo di 15°C (Ottobre 02) quando le acque correnti hanno risentito della variazione della temperatura esterna.
Il PH rientra nella norma.
I cloruri presentano valori inferiore al valore massimo e la loro origine è dovuta ai sali esistenti nel terreno e incontrati dall’acqua.
Dall’indagine microbiologica (Streptococchi, Coliformi) si sono rilevati valori al di sopra della concentrazione massima ammissibile in prossimità dei centri abitati dove le acque risentono degli scarichi fognari, mentre i valori sono più bassi a monte della città; a Ceprano si evidenziano valori molto alti nei mesi di Novembre e Febbraio forse dovuti a periodi di magra del fiume.