BACINO IDROGRAFICO
L'acqua che giunge sul terreno sotto forma di pioggia si divide in quattro parti: una evapora, una cade nei fiumi e nei laghi, una si infiltra nel terreno e scompare alla nostra vista, un' altra parte resta sulla superficie, formando un' infiniti minuscoli rivoletti. Questi si incontrano, e piano piano il rivolo d'acqua si ingrossa. Proseguendo nel suo corso il rivolo si allontana dal nostro punto di osservazione, e diventa un ruscello. A loro volta i ruscelli si uniscono in un torrente. Quest'ultimo, insieme a tanti altri, si ingrossa e raggiunge il fiume. Tutti questi torrenti si chiamano affluenti, proprio perché arrivano al fiume. In questo modo, finiscono nel fiume tutte le acque che cadono su un certo territorio, che viene chiamato bacino idrografico.
Per quanto riguarda il Liri , il bacino idrografico è di 4763 Km2, di cui circa 800 sono costituiti dalla Conca del Fucino, collegata artificialmente al fiume dall'emissario Claudio, nei presi di Canistro.
La portata giornaliera media aumenta progressivamente, procedendo verso la foce, grazie soprattutto all'immissione del Fibreno e del Gari-Rapido ed è abbastanza regolare. La portata, dopo pochi Km, è di 15,1 m3/sec, con due massimi di portata in dicembre ( le piogge invernali) e in febbraio-marzo (scioglimento delle nevi) con un minimo verso agosto-settembre. Alla stazione terminale (a Suio) si registra, nei mesi autunnali e invernali, un a portata media tra 180 e 140 m3/sec e, nei mesi estivi, portate medie vicino ai 75 m3/sec.