CASCARINO Angela n. 6.8.1918 ad Acquafondata maritata con CANALE Alberto.

 

Pochi giorni dopo l’occupazione di Acquafondata da parte delle truppe francesi, verso la metà del mese di gennaio 1944 , mi trovavo presso l’ufficio postale, allora sito in via Cassino, località “La Posta”, quando l’esercito degli Alleati transitò proveniente da Pozzilli: erano carri armati, pezzi di artiglieria, camionette ...

 

Su una di queste camionette si ergeva la persona del generale De Gaulle, che salutava i cittadini. Al suo saluto, risposi in lingua francese, per cui il generale si fermò qualche minuto, stendendomi la mano e chiedendomi se fossi sua connazionale. Gli spiegai che i miei genitori lavoravano in Francia ed io ero ritornata in Italia a trascorrere le vacanze con mia madre, ero rimasta ad Acquafondata con una mia zia. Dopo avermi ascoltata, il generale, salutandomi di nuovo, proseguì la sua marcia.

 

Io rimasi con mio figlio Antonio fra le braccia, il quale si era ammalato in seguito ai disagi sofferti precedentemente in montagna, località Frascale, ove il freddo e lo scarso cibo erano insostenibili per un bambino di poco più di un anno. I grandi riuscivano a mangiare qualche pezzo di carne di animale uccisi e cotti con fuoco di legna, nonché qualche focaccia ottenuta da un pesto di grano, granone ed altro, abbrustolita in modo rudimentale sulle pietre e sotto la cenere di fuoco precedentemente acceso.

 

Avevo mostrato, alle truppe alleate mio figlio avvolto in una coperta con i segni evidenti di malessere in atto, chiedendo ai francesi del seguito di De Gaulle qualche medicinale, ma senza esito. Essi erano l’avanguardia dell’esercito, per cui non portavano medicinali, né con loro v’era qualche medico. La mia preoccupazione divenne, perciò, drammatica, anche perché i miei familiari e tutte le persone che lo vedevano, pronosticavano la morte a breve termine.

 

Ma ciò che mio figlio non riuscì ad ottenere dalle persone, ottenne dalla provvida natura: lentamente guarì.

Ricordo che nessun soldato francese, al seguito di De Gaulle, scattava fotografie. Successivamente appresi che qualcuno aveva fotografato anche me con mio figlio tra le braccia, avvolto in una coperta. La fotografia venne pubblicata in un volume di storia di allora, dal titolo: “Victoires des Francais en Italie- A.V.X.- Editiones Rajmond Schall a Paris- 1946.