Via Civita Farnese

Via Civita Farnese Centro
Fotografia di Marco Farina
Per comprendere la storia della VIa Civita Farnese bisogna leggere quella del Santuario della Madonna della Civita, di seguito riportata, link di riferimento: www.santuariodellacivita.it
Un pastore, sordo e muto, avendo un giorno smarrito un bue, volle avventurarsi per le ripide balze del monte, alla ricerca del bue. Giunto sul cocuzzolo di monte Civita, vide con sommo stupore il proprio bue inginocchiato ai piedi di un elce, con la testa rivolta verso l’alto e gli occhini fissi sopra un quadro della Madonna, che, tutta bella, era lassù tra i rami del frondoloso elce.
“Al muto si sciolse la lingua”: questo fu il primo miracolo compiuto dalla Vergine Santissima, in questa sua nuova dimora. Primo miracolo di un numero infinito di meraviglie, che, attraverso i secoli, ininterrottamente, la Gran Madre di Dio avrebbe fatto ai suoi devoti. Così, lo cita nella storia dei Santuari mariani legati alla storia della comunità sorda (Giovanni De Carlis, 1971).
Le origini sono avvolte in un alone di
leggenda:
Durante la persecuzione di Leone Isaurico, Imperatore di
Costantinopoli, nell' VIII secolo furono distrutte tutte le immagini sacre. Due
monaci basiliani sorpresi dai soldati mentre nascondevano questa icone (dipinto
su legno) miracolosa di Maria SS.ma, per punizione e sfida, furono chiusi in
una cassa, insieme alla medesima e gettati in mare: "Se veramente è così
miracolosa, vi salverà" dissero. Infatti la Madre del Cielo dimostrò la sua
protezione verso questi due consacrati, pronti perfino a dare la vita.

Dopo 54 giorni questa cassa galleggiante toccò la sponde di
Messina e successivamente di Gaeta.
Un pastore sordomuto,
alla ricerca di una mucca smarrita tra questi monti,la ritrovava sulla sommità
della Civita. Il pastore, avuto immediatamente l'udito e la parola, corse lieto
in paese (a Itri) a dare la grande notizia. Fu così affidata ai monaci
Benedettini, che all'epoca erano in Figline, a circa 3 Km. dalla cima suddetta
sulla strada mulattiera che va verso Fondi.
Il primo documento lo troviamo a
Monte Cassino datato 1147 e parla di una Donazione del Giudice (Sindaco) di Itri
all'abate Riccardo per il restauro della chiesetta della Madonna della Civita,
affidata alla custodia di Fra Bartolomeo. Nel 1491 il Vescovo di Gaeta
mons. F. Patrizio consacrò con grande solennità una nuova Chiesa, rispondente al
crescente afflusso dei pellegrini e la intitolò all'Immacolata, come il Concilio
di Basilea pochi anni prima aveva incoraggiato a venerare Maria. Numerose e
continue furono le grazie che Lei elargiva ai devoti, ma la più grande
certamente fu quella del 21 luglio 1527: liberò dalla peste tutti gli abitanti
dei paesi circostanti.
Da quell'anno la festività liturgica è stata fissata da mons. Pergamo, Vescovo di Gaeta, al 21 luglio. L'icona ha avuto una duplice incoronazione: 1777-1877. Per il crescente afflusso non era più sufficiente il Santuario preesistente, perciò l'ing. De Donatis stilò un progetto che passò alla realizzazione nel 1820. Il Portico invece è restato intatto. Il nuovo Tempio veniva inaugurato nel 1826.
Si preparava così a ricevere, il 10 febbraio 1849 un illustre pellegrino: Pio IX, esule a Gaeta, che vi salì col Re di Napoli Ferdinando II; egli, a ricordo, volle far realizzare la via Civita Farnese (ora Statale 82). Fu proprio ai piedi di questa immagine che il Papa ebbe l'ispirazione di definire per i credenti del mondo intero, il Dogma dell'Immacolata Concezione. Così infatti avvenne l'8 dicembre del 1854 in Piazza S. Pietro.
Dai primi mesi del 1985 è stato affidato alla cura pastorale dei Padri Passionisti, fino a tutt'oggi. L'afflusso dei pellegrini è stato sempre in aumento, ma specialmente in questi ultimi anni: dalla Pasqua al 1° novembre. In alcune Celebrazioni domenicali si è costretti a celebrare la Santa Messa sul Piazzale. Perciò si sta pensando di realizzare, non un nuovo Santuario, ma una grande sala capace di accogliere almeno 1.500 persone.
Attualmente è meta di quasi mezzo milione di pellegrini l'anno, di cui non meno del 10% sale ancora a piedi con grande devozione, da Cellole (CE) a 42 Km. da Pontecorvo (Frosinome) a 37 Km. ecc..
Il 25 giugno 1989, anche Sua S. Giovanni Paolo II ha voluto farsi pellegrino di pace salendo a venerare, con il Card. Poletti, l'Arciv. diocesano Farano, varie autorità religiose e civili, la Vergine SS. della Civita.

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