La Musica Asiatica

La musica asiatica presenta due tradizioni assai differenti: una popolare, erede delle musiche tribali delle comunità primitive, spesso ancora influenzata da antiche credenze e rituali magici, legati agli eventi della vita sociale e familiare e praticata soprattutto laddove poco o nulla è cambiato nel modo di vivere; l'altra, invece colta e raffigurata, destinata alla nobiltà delle corti e delle antiche città imperiali, pura espressione artistica.

Accanto a questi due generi c'è un'ampia gamma di musiche religiose (Indù, Buddiste, Shintoiste, Confuciane, Islamiche...), strettamente legate alla liturgia, che per lo più assumono caratteri decisamente propri, ma a volte sono invece difficilmente distinguibili dall'uno o dall'altro dei due stili sopra descritti.

Una seconda importante osservazione riguarda la ricchezza di teorie musicali complesse. Partendo da una concezione "magica", che intende la musica non come semplice suono ma come potenza trascendente, le civiltà orientali hanno elaborato dei sistemi musicali che mettono in relazione i suoni con l'ordine dell'universo (es. con i cinque punti cardinali, gli elementi della materia, i colori, i pianeti, le ore del giorno ...) e sottendono perciò complicati sistemi filosofico-speculativi.Gli strumenti musicali utilizzati nell'area sudorientale sono xilofoni, metallofoni, carillon, gong, campane. Cordofoni e aerofoni non sono assetni ma rivestono un'importanza decisamente secondaria.Nell'Estremo Oriente e in India, invece le campane idiofoniche hanno un ruolo modesto e gli xilofoni sono poco conosciuti: i tamburi sono presenti.In generale, in Asia, i cordofoni a pizzico e ad arco sono la famiglia strumentale più vasta e rappresentata. Le scale sono ovunque prevalentemente pentatoniche e formate all'interno di gamme che prevedono intervalli microtonali comprendenti terzi e quarti di tono.

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