La
valigetta rossa
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Come “far toccare con mano l’informatica agli
alunni”, in particolare agli allievi delle scuole elementari. Di Marco Farina Cari Colleghi, gli
allievi che frequentano i corsi di informatica tendono ad essere massimamente
“operativi” e poco “teorici” e tale propensione cresce in maniera inversamente
proporzionale all’età scolare. Corollario di tale assunto è una richiesta di
concretezza che spesso noi docenti che –a tempo pieno- insegniamo informatica,
persi nei meandri delle dimostrazioni e degli assunti teorici, non sappiamo –o
vogliamo- fornire. Da
tempo, quindi, sperimento, in particolare nelle classi terze, quarte e quinte
della scuola elementare, una didattica massimamente concreta ed operativa ma con un solido impianto teorico di base unitamente
ad un progressivo apprendimento di un lessico
dell’informatica che diventerà un patrimonio raro e realmente spendibile
negli ordini di scuola immediatamente superiori. Sono
riuscito a ottenere buoni risultati e a non far odiare la teoria semplicemente
adottando alcuni accorgimenti didattici di base: a)
PROGRAMMA DEL CORSO: una precisa scansione temporale ed una scelta di argomenti teorico-pratici
permette di non perdere tempo prezioso in chiacchiere (lasciarsi trasportare
dalla discussione può essere gratificante per il relatore ma appare oltremodo
noioso al piccolo discente che non può seguire interattivamente il discorso e
lo lascia cadere!). Ogni argomento va trattato con riferimenti
al vissuto e con vere e proprie “trovate didattiche” che non sono facili
da reperire o inventare, quindi spesso devono essere costruite. Un esempio: la lavagna (dico proprio
quella standard) sulla quale disegnare figure geometriche che daranno origine a
disegni da riprodurre con il SW “PAINT” darà agli alunni –prima che il
computer- modo di esprimere il proprio punto di vista … e anche di ridere un
po’ dinanzi agli “scarabocchi” volutamente simpatici realizzati dal docente… PROVARE PER CREDERE! b)
Il discente deve capire la reale applicazione pratica della
competenza acquisita, ANCHE NEL CASO TEORICO DEL DIAGRAMMA DI FLUSSO che viene
compreso già dalla classe terza elementare (eventus docet!). c)
Concetti-chiave come il “BIT” verranno immediatamente compresi se il relatore
li contestualizza e li lega al reale, ad es. opportuna potrebbe essere, nel
caso di una lezione teorica sul codice binario una dotazione di: a.
SCHEDA
DELL’ALFABETO MORSE b.
PALMARE
O PORTATILE CON SW IN GRADO DI TRASFORMARE IL TESTO IN CODICE MORSE c.
UNA
LAMPADINA TASCABILE con la quale effettuare esempi di trasmissione che i
ragazzi (CON IL CODICE MORSE DINANZI) cercheranno di decodificare. d)
Approccio ludico: aiuta ad effettuare la verifica senza appesantire la
lezione; ad esempio provate a fare il “gioco della scheda madre”. Un alunno
–BIOS- chiama tutte le periferiche (gli altri alunni) che danno conferma della
loro presenza… e)
Razionale lavoro nel laboratorio di informatica: in genere preferisco lavorare
nel laboratorio di informatica immediatamente dopo aver effettuato – NELLA
CLASSE – la lezione teorica e, al momento di tale lavoro, bisogna sempre
fornire UNO SCOPO, preparare materiali, fornire supporto. Consiglio di
effettuare lezioni individualizzate (in genere mediante SW di
autoapprendimento) per quegli
alunni (CI SONO SEMPRE IN UNA CLASSE) che sanno già “TUTTO” (o almeno così
dicono) dell’Informatica. Metteteli dinanzi ad un modulo interattivo-teorico
del corso normale ECDL (possibilmente il PRIMO) e… fatemi sapere! f)
Spiegate
che prima di effettuare una vera connessione in Internet si deve navigare
“OFF-LINE” su un SW di simulazione (che potete realizzare personalmente
scaricando materiali e collegandoli in modo ipertestuale. g)
LA
SORVEGLIANZA DEVE ESSERE COSTANTE! Faccio presente che nei laboratori odierni,
si è sempre connessi ad Internet tramite ADSL e rete LAN e i piccoli alunni
potrebbero trovarsi dinanzi a situazioni che non sanno gestire con conseguenze
morali e materiali non lievi. STACCATE LA SPINA !!! Sì
intendo proprio dire TOGLIETE SENZA PAURA IL CAVETTO CHE CONNETTE L’HUB DI RETE
O IL ROUTER ALLA LINEA TELEFONICA !!! Ovviamente parlatene prima al docente
responsabile del laboratorio (se non siete Voi!). Il cavetto in questione, messo
in un posto sicuro vi garantisce da connessioni non autorizzate (visto che, -LO
DICO PER ESPERIENZA-, NON HO
ANCORA TROVATO UN LABORATORIO DI INFORMATICA LA CUI CONNESSIONE AD INTERNET SIA
PROTETTA DA UNA PASSWORD DA DIGITARE !!! Tutte le password vengono salvate e
riproposte in automatico, quindi… non servono a nulla.) h)
Gli
alunni DIVERSAMENTE ABILI in genere sono
affascinati dal computer e lavorano bene ma dovete fornire loro spunti idonei e
SW interattivi adatti. Si consiglia di richiedere l’assistenza del Docente del
sostegno e, in alternativa, di una insegnante del corso – il doppio insegnante permette di effettuare un’azione
didattica più individuale senza creare momenti morti nel lavoro didattico che
si tradurrebbero inequivocabilmente in confusione e mancanza di interesse. i)
Tutti i lavori DOVRANNO ESSERE ORIGINALI E ANDRANNO PUBBLICATI SUL
SITO WEB DI ISTITUTO.
E’ questa una grande motivazione a creare qualcosa di buono e si presentano ai
genitori dei piccoli gioielli multimediali. INFINE… LA
VALIGETTA ROSSA (*): dovrà essere il vostro
asso nella manica, il vostro cilindro dal quale estrarrete di tutto. Essa
conterrà, a seconda delle varie lezioni: a.
I COMPONENTI HARDWARE DI UNA UNITA’ CENTRALE, dico proprio una piastra
madre, un HDD (meglio se aperto in modo che siano visibili i dischi interni),
della RAM, una scheda video, un modem, un alimentatore, una scheda audio, un
processore, della cavetteria e… UNA LENTE DI INGRANDIMENTO. Tale ferramenta si
procura a costo ZERO presso il Vostro amico rivenditore di fiducia che Vi
regalerà con gioia vecchi componenti bruciati o obsoleti. Monterete assieme ai
ragazzi un vero PC (senza il cabinet E SENZA COLLEGARLO ALLA RETE, BASTA
L’ESEMPIO) e gli alunni potranno osservare con la lente i vari componenti. Sarà
un’esperienza entusiasmante e della quale porteranno un bellissimo ricordo! b.
UNA FOTOCAMERA DIGITALE: da far usare a tutti gli alunni (meglio se una
fotocamera economica comperata appositamente per effettuare delle lezioni). c.
MOLTO SOFTWARE ORIGINALE: non è didattico portare materiali copiati in
classe: gli allievi non devono essere istigati verso la pirateria anzi, devono
capire DA OGNI VOSTRA PAROLA che il software sono prodotti del lavoro umano,
costano tanti sacrifici, portano a rinunce, sono frutto di genio e creatività,
un po’ come tutte le manifestazioni dell’arte umana, quindi NON VANNO COPIATI
PER ALCUN MOTIVO, vanno acquistati. Consigliate
l’acquisto di programmi didattici economici ma validi e NON COPIATE LORO I
VOSTRI !!! L’ESEMPIO VALE PIU’ DI MOLTE PAROLE ! d.
UNA VIDEOCAMERA (se ritenete opportuno effettuare lezioni sul video
digitale). e.
DISCHI CON CLIP-ART, FOTOGRAFIE, FILMATI, MUSICHE possibilmente CON
DIRITTI D’AUTORE ASSOLTI, da utilizzarsi per la creazione di prodotti multimediali
originali. f.
UN MICROFONO. g.
SCHEDE DI MEMORIA CON LETTORE DI CARD (O PORTACHIAVI – MEMORIA) o
DISCHI RISCRIVIBILI ove
scaricare i molti file multimediali che gli alunni produrranno. h.
DISCHI DVD. i.
LIBRI DI INFORMATICA TARATI PER LE CLASSI OVE EFFETTUERETE LEZIONI. Il metodo
didattico, sinteticamente qui presentato, funziona e, nel prossimo intervento,
illustrerò un intero programma di lezioni di informatica che, con opportuni
correttivi potrà essere svolto anche nelle classi terze e quarte. Farina Marco (*)
La “valigetta rossa” di cui parlo è una semplice valigetta in metallo usata
dagli elettricisti; l’interno è spazioso e imbottito. Ne esistono senza vani
per gli attrezzi e ve ne sono alcune in materiale plastico. In qualsiasi
ferramenta possono essere acquistate con una modica spesa 10-25€ e ben si
prestano a contenere attrezzi “hardware” … essendo progettate proprio “ad hoc”! |