IN ORIGINE ERA SPACE INVADERS?

 

La storia dei primi videogiochi vissuta dall'autore.

 

di Marco Farina

 

Nota: le immagini sono tratte dai siti riportati nella sezione “COLLEGAMENTI”.

 

Mi sono documentato: i primi videogiochi risalgono agli anni 1951-52.

 

Nei primi anni ’70  Nolan Bushnell, un ingegnere aerospaziale americano inventò il primo videogame: Pong, un tennis da tavolo giocabile in due. La grafica era spartana: due piccole linee bianche erano le racchette e un quadratino la pallina. Ebbe un successo talmente strepitoso che Nolan decise di fondare l'Atari, un azienda che, nel giro di pochi anni, divenne ricchissima e quotata alla borsa di Wall Street, ma io ho visto il primo videogioco (e con me anche molti altri ragazzi), solo nel 1974 …

 

 

 

COLLEGAMENTI DA VISITARE:

 

http://www.pong-story.com/intro.htm

http://www.pong-story.com/mypongs.htm

http://www.repubblica.it/online/cultura_scienze/play/play/play.html

http://webnews.html.it/focus/204.htm

http://www.html.it/menu_fr.asp?link=http://www.nintendo.com

http://www.c64games.de/

http://www.html.it/menu_fr.asp?link=http://www.playstation.it

http://emulazione.multiplayer.it/cbmitapages/storia/storia.htm

http://www.noemalab.com/sections/ideas/ideas_articles/pdf/dantrassi.pdf

http://www.valentinocondoluci.it/scot/Videogiochi/Storia.htm

 

 

 

Correva l'anno ... 1974!, prima dell'inizio delle lezioni, noi liceali provenienti dai comuni limitrofi, avevamo tempo per una partita ... A SCACCHI (quelli VERI !) nei locali del bar sito nelle immediate vicinanze dell'istituto. Gli scacchi durarono fino all'arrivo di uno strano marchingegno elettronico: lo SPACE INVADERS, il primo gioco da bar che abbia mai visto.

Questo videogioco, il primo ad arrivare nei bar della mia area, era in bianco e nero, girava su sistemi antidiluviani ma ci sembro' qualcosa di meraviglioso.

Facevamo la fila per sparare agli alieni che scendevano verso le basi.

Era iniziata l'era del videogioco!

 

Sempre negli ‘70 la grafica diventa a qualche colore ma i giochi sono ancora bidimensionali e semplici. Va molto di moda il tennis con una versione casalinga da collegare al televisore (LA PRIMA PLAYSTATION).

 

 

Il suddetto tennis consisteva in una riga centrale , un puntino bianco e due strisce che si muovevano in due sole direzioni. Quando la pallina veniva colpita si sentiva un 'BIP'. Inutile dire che passavamo ore a giocare con quei 'BIP'.

 

 

Il grande successo commerciale diede impulso allo sviluppo della nuova tecnologia ed ecco comparire nuove versioni dell'INVADERS, piu' complesse dal punto di vista grafico. Un tipo di gioco si basava su alieni che si muovevano velocemente verso l'astronave-cannoncino che, se colpita, veniva distrutta. Questo gioco era a colori 'virtuali' nel senso che gli alieni cambiavano colore mentre si muovevano,  grazie a striscioline trasparenti applicate sullo schermo!

 

Una esplosione di creativita' ludica porto' al mitico PAC-MAN, la pallina vorace che tutti conosciamo!

La pallina mangio' ... molti dei nostri soldini! La grafica era ancora in bianco e nero.

 

 

Nel 1979 esce ASTEROIDS, un gioco che faceva impazzire: con la navicella bisognava distruggere gli asteroidi in arrivo sulla terra che si frantumavano in pezzi sempre più piccoli.  Questo gioco era della ATARI, la ditta ex MAGNAVOX che aveva iniziato a produrre videogiochi già dal 1972.

 

Negli anni '80  la grafica migliora e  compaiono le prime sale-gioco con un gioco ecologicamente poco corretto: una pistola dotata di una fotocellula 'sparava' su un piattello e, a volte, su alcune oche!

 

 

E’ l’epoca dei videogiochi SEGA (SErvice GAmes) come Frogger (la rana che attraversa la strada!). La SEGA produsse nel 1986 il master System.

 

Un gioco a colori prodotto per le salette e console, che ebbe grandissimo successo fu il muro di mattoni colorato da abbattere:  Break-Out.

 

 

 

Nel 1981 il gioco Q-BERT entusiasmò moltissimo per la grafica e la velocità di esecuzione: un omino-pallina scendeva una piramide!!!

 

 

Intorno al 1980 giocai, in una rinomata sala-gioco di Roma ad alcuni giochi, di cui non ho avuto più notizia che avevano una grafica eccezionale perché erano dei videodischi che saltavano da una traccia all’altra a seconda delle scelte fatte. Ovviamente erano molto ripetitivi!

 

Ed adesso: COMMODORE!

 

Cito testualmente (perché non potrei essere più chiaro e tecnico di così) dal sito http://emulazione.multiplayer.it/cbmitapages/storia/cbmbreve.htm (traduzione di un articolo di Tom R. Halfhill, editore della rivista americana "BYTE"):

 

“Il Commodore VIC-20, introdotto nel 1981, era il primo computer a colori dal costo inferiore a 300 dollari.
La linea di produzione del VIC-20 arrivò a picchi di 9000 unità al giorno, cosa ancora oggi invidiabile e fenomenale per allora. Successivamente venne prodotto il Commodore 64 (1982), quasi certamente il modello di computer più venduto di tutti i tempi. Un Ex-Commodoriano Andy Finkel valutò vendite per un totale stimabile tra 17 e 22 milioni di unità, più di tutti i Mac che la Apple abbia mai venduto dagli inizi ad oggi, cosa che impedì alla IBM il primo posto sulle vendite, con i suoi sistemi PC e AT. La Commodore diede contributi tecnologici significativi: il 64 fu il primo computer con un chip sintetizzatore audio (il SID, Sound Interface Device, progettato da Bob Yannes). Il Commodore SX-64 (1983) fu il primo computer a colori portatile, ed il Commodore Plus 4 (1984) aveva il software integrato su ROM.
Ma il top della Commodore fu l'Amiga 1000 (1985). L'Amiga fu così avanti tecnologicamente nei suoi tempi che quasi nessuno, incluso il reparto marketing della Commodore, poteva immaginare quanto esso potesse essere versatile. Oggi è indiscutibile che l'Amiga fu il primo computer multimediale e multitasking mai realizzato, ma allora fu considerato come una banale macchina per videogiochi, questo perchè poche persone capivano l'importanza di una grafica avanzata, suono e video. Nove anni più tardi, molti costruttori ancora si impegnavano a fondo cercando di realizzare sistemi in grado di fare quello che nel 1985 Amiga già faceva.
Nei tempi in cui gli utenti PC lavoravano in modalità video EGA a 16 colori, l'Amiga poteva visualizzare 4096 colori ed aveva chips proprietari per l'accelerazione grafica. Aveva anche un'uscita video per TV e videoregistratori incorporata, cosa che ancora in molti computers attuali è opzionale e comporta quindi una consistente spesa aggiuntiva. Erano disponibili anche quattro voci, suono stereofonico campionato e fu il primo computer con sintesi vocale e conversione da testo-a-parlato incorporati. L'Amiga è ancora il solo sistema in grado di visualizzare schermi multipli a diverse risoluzioni su un singolo monitor.
Ma più stupefacente ancora era il sistema operativo dell'Amiga, progettato da Carl Sassenrath: fin dall'inizio aveva un multitasking preemptive, messaggistica, scripting, una GUI (interfaccia grafica), ed una linea di comando multitasking; ancora oggi molti utenti Windows e Mac aspettano alcune di quelle caratteristiche. E, soprattutto, quella macchina aveva un prezzo di 1200 dollari con solo 256 KB di RAM.

 

Ripenso con nostalgia alla capacità di meravigliarsi che avevamo all’epoca. Vidi, a Roma, in un noto negozio di strumenti musicali (che allora vendeva anche computer COMMODORE), il C64 collegato con uno monitor a colori della stessa ditta. In esecuzione girava il gioco “DECATLON” che simulava le varie discipline sportive (lo devo ancora avere in qualche cassetto). Era a 16 colori, completamente a pixel separati (il pubblico erano delle chiazze di colore) ma ci sembrava che all’epoca raggiungesse un realismo incredibile !

 

Prima di approdare al COMMODORE, coesistente con il C64,  per dovere di cronaca, ricordo un altro PC che si  collegava alla televisione e veniva usato anche per giocare: il SINCLAIR ZX SPECTRUM ma che ebbe meno successo.

 

 

Da questo punto in poi il resto è storia recente visto che iniziarono ad uscire gli 8086 – 8088 – 286 – 386 – 486 – Pentium – PII – PII – PIV… e le varie play-station Sony, X-BOX, play-station 2 che leggono giochi su DVD o palmari Nintendo o Palm Pilot.

 

Una cosa sola per me è restata immutata: la capacità di provare meraviglia per ogni gradino in più che si sale, per ogni pixel che il mio PC disegna sullo schermo, per ogni nota musicale che ascolto dagli altoparlanti del mio palmare e per ogni meraviglioso prodotto della creatività umana.